| Sz ( @ 2008-06-17 11:39:00 |
come ti riparo il Mac
Innanzitutto bisogna avere l'abbigliamento adatto: una maglietta nera di una taglia più grande con una scritta trucida a caratteri cubitali, dei jeans anonimi, calzini di spugna e delle all star nere bene allacciate.
L'acconciatura richiede un elastico di spugna per tenere la coda e un cappellino da baseball ben calcato sulla testa.
Sul tavolo di lavoro si dovranno appoggiare alcuni pupazzetti di una qualche serie di cartoni animati. Come il sottofondo musicale mi sentirei di consigliare un Master of Puppets dei Metallica.
Tenere a portata di mano ogni genere di cacciavite più piccolo delle proprie unghie, le istruzioni diligentemente scaricate da ifixit.com unitamente allo schema dove appoggiare le viti una volta tolte.
E poi ovviamente lui, il computer da operare.
Piccola digressione: perché io, che ho sempre creduto che i computer funzionassero per magia, ho deciso di smontare il mio portatile? Perché farlo da sola quando per casa si aggira un portatore sano di nerdaggine?
Perché se fosse successo qualcosa di irreparabile probabilmente avrei smesso di parlargli e siccome questa prospettiva suonava allettante ho capito che la minaccia poteva in realtà rivelarsi un incentivo per distruggere il mio computer.
E' stata dura tenerlo lontano dal tavolo operatorio, gli ho dovuto lanciare un cacciavite dicendogli "per favore avvitami questo cacciavite". Questo comando gli ha mandato in tilt il sistema e lo ha paralizzato per qualche minuto, il resto del tempo sono bastate delle sobrie minacce.
Poi ci si mette lì e svita svita svita si arriva a un punto in cui le nerd-istruzioni dicono "The following step covers the hardest part to get inside this computer. Take a deep breath and think happy thoughts".
Evidentemente i miei pensieri non sono stati abbastanza felici perché da quel punto è partita la sagra dell'ingiuria. Per aprire quel odiosissimo gancetto interno ho provato con l'unghia, il cacciavitino, una clip, una spatola, una forchetta, capitan Uncino, una telefonata in Germania, MacGyver e l'appello a tutti i siti nerd del pianeta. E intanto il condor del "stai ferma non fare nulla" volteggiava su di me.
Improvvisamente mi sono ricordata di essere -come Gesù- figlia di un falegname e con un colpo ben assestato di martello e scalpello TATAAAAA il computer si è aperto. Alla faccia di Steve Jobs che crede che i suoi utenti siano dei mentecatti.
Il resto è stato facile... quando capisci che puoi usare un martello, tutto diventa facile.
Il computer adesso ha un hd interno nuovo, la ram nuova, una vite in meno e un nuovo sorrisone sul davanti perché chissàcomemai non si chiude perfettamente.
Il problema è che adesso sono entrata nel tunnel... me lo avevano detto, non ci avevo creduto... però adesso voglio smontare ancora computer e cambiare pezzi e ancora e poi ancora... il mondo è mio.
Innanzitutto bisogna avere l'abbigliamento adatto: una maglietta nera di una taglia più grande con una scritta trucida a caratteri cubitali, dei jeans anonimi, calzini di spugna e delle all star nere bene allacciate.
L'acconciatura richiede un elastico di spugna per tenere la coda e un cappellino da baseball ben calcato sulla testa.
Sul tavolo di lavoro si dovranno appoggiare alcuni pupazzetti di una qualche serie di cartoni animati. Come il sottofondo musicale mi sentirei di consigliare un Master of Puppets dei Metallica.
Tenere a portata di mano ogni genere di cacciavite più piccolo delle proprie unghie, le istruzioni diligentemente scaricate da ifixit.com unitamente allo schema dove appoggiare le viti una volta tolte.
E poi ovviamente lui, il computer da operare.
Piccola digressione: perché io, che ho sempre creduto che i computer funzionassero per magia, ho deciso di smontare il mio portatile? Perché farlo da sola quando per casa si aggira un portatore sano di nerdaggine?
Perché se fosse successo qualcosa di irreparabile probabilmente avrei smesso di parlargli e siccome questa prospettiva suonava allettante ho capito che la minaccia poteva in realtà rivelarsi un incentivo per distruggere il mio computer.
E' stata dura tenerlo lontano dal tavolo operatorio, gli ho dovuto lanciare un cacciavite dicendogli "per favore avvitami questo cacciavite". Questo comando gli ha mandato in tilt il sistema e lo ha paralizzato per qualche minuto, il resto del tempo sono bastate delle sobrie minacce.
Poi ci si mette lì e svita svita svita si arriva a un punto in cui le nerd-istruzioni dicono "The following step covers the hardest part to get inside this computer. Take a deep breath and think happy thoughts".
Evidentemente i miei pensieri non sono stati abbastanza felici perché da quel punto è partita la sagra dell'ingiuria. Per aprire quel odiosissimo gancetto interno ho provato con l'unghia, il cacciavitino, una clip, una spatola, una forchetta, capitan Uncino, una telefonata in Germania, MacGyver e l'appello a tutti i siti nerd del pianeta. E intanto il condor del "stai ferma non fare nulla" volteggiava su di me.
Improvvisamente mi sono ricordata di essere -come Gesù- figlia di un falegname e con un colpo ben assestato di martello e scalpello TATAAAAA il computer si è aperto. Alla faccia di Steve Jobs che crede che i suoi utenti siano dei mentecatti.
Il resto è stato facile... quando capisci che puoi usare un martello, tutto diventa facile.
Il computer adesso ha un hd interno nuovo, la ram nuova, una vite in meno e un nuovo sorrisone sul davanti perché chissàcomemai non si chiude perfettamente.
Il problema è che adesso sono entrata nel tunnel... me lo avevano detto, non ci avevo creduto... però adesso voglio smontare ancora computer e cambiare pezzi e ancora e poi ancora... il mondo è mio.